Indice

1. Sciatica
2. Artrite Reumatoide
3. Osteoporosi
4. Emicrania
5. Dismenorrea
6. Infertilità
7. Gastrite
8. Cistite
9. Menopausa
10. Tabagismo
11. Ipertensione
12. Insonnia
13. Obesità
14. Stress e pnei
15. Cistite interstiziale
16. Psoriasi
17. Occhio secco
18. Viaggi
19. Acufeni
20. Allergie-Asma
21. Gravidanza e neonato
22. Due riflessioni
23. Stipsi
24. Vertigini
25. Cani e Gatti
26. Tipi Omeopatici
27.Bambino-psiche
28.Sport
29.Disturbi venosi
30.Salute obbligatoria
31.Cuore
32.Neonato-mamma-papà
33.Memoria
34.Anziano-aspetti nutrizionali e pnei
35.Colesterolo
35-bis.Colesterolo-bis
36.Acne
37.Anemie
38.Tosse-Omeopatia
39.Enuresi
40.Reflusso gastro-esofageo
41.LEI e LUI
42.LEI e LUI seconda puntata
43.LEI e LUI terza puntata
44.Raffreddore
45.Un po' di respiro
46.Influenza
47.Adolescenza
48.Chakras
49.Ayurveda
50.Medicina cinese
51.DENTI parte prima
52.DENTI parte seconda
53.DENTI parte terza
54.CAPELLI parte prima
55.CAPELLI parte seconda
56.FITOTERAPIA
57.diabete-parte prima
58.diabete-parte seconda
59.Trattamento viscerale
60.Pelle
61.Cronobiologia
62.ANORESSIA parte prima
63.ANORESSIA parte seconda
64.Alcolismo
65.Colori
66.Fegato parte prima
67.Fegato parte seconda
68.Posture
69.Fermenti intestinali parte prima
70.Fermenti intestinali parte seconda
71.Epitrocleite
72.TIROIDE parte prima
73.TIROIDE parte seconda
74.SALUTE E MALATTIA
75.CONGIUNTIVITI
76.OTITE parte prima
77.OTITE parte seconda
78.ORMONI parte prima
79.FISIOGNOMICA
80.ORMONI parte seconda
81.COSMETICI
82.ORMONI parte terza
83.METAFISICA
84.EPIFISI
85. Perchè rinunciare?
86.INQUIETUDINI DI FERRUM METALLICUM
87.ICTUS
88.ICTUS parte seconda
89.Mantra
90.KINESIOLOGIA
91.Fiori di Bach
92.Sogni
93.Odori
94.Gli occhiali
95.La vista
96.Il tatto
97.Il gusto
98.Udito
99.Energia e Cosmo
100.Cento
101.VERATRUM ALBUM
102.EFT
103.Lupus
104.Cavoli
105.Farmaci
106.COLON IRRITABILE parte prima
107.COLON IRRITABILE parte seconda
108. MEDICINA CINESE ancora
109.Il corso di EFT
110.Corsi permanenti
111.Calcoli renali
112.DRENAGGIO
113.Metabolismo2-Fascia
114.PRANOTERAPIA
115.Morbo di Crohn
116.Dolori muscolari
117.Alitosi
118.Carotenoidi
119.Le voglie matte
120.IRIDOLOGIA parte prima
121.IRIDOLOGIA parte seconda
122.HERPES
123.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte prima
124.DANNI DEI FARMACI PER LO STOMACO parte seconda
125.Storia delle babbucce
126.IDROTERAPIA
127.PARODONTITE
128.MEDITAZIONE SUL CUORE
129.LA MORTE DEGLI ALTRI
130.Il sole e la pelle
131.ENFISEMA POLMONARE parte prima
132.ENFISEMA POLMONARE parte seconda
133.Sistema immunitario cerebrale
134.Spagirica
135.TRAUMA DA PARTO
136.SPIGOLATURE
137.I GRASSI
138. Fico d'India
139.Occhi e mirtillo
140.PSICOSOMATICA
141.PSICOSOMATICA parte seconda
142.PSICOSOMATICA parte terza
143.Contatti estenuanti
144.Omeopatia per la pelle
145.HIV
146.CISTI OVARICHE
147.TUMORI
148.Singhiozzo
149.TEMPO DI BILANCI
150.NAUSEA E VOMITO
151.Test per la coppia
152.FEBBRE
153.PARKINSON
154.Minerali da antica farmacia
155.Omotossicologia e metabolismo
156.MEDICINA TIBETANA parte prima
157.DERMATITI E DERMATOSI
158.TRE BIOTIPI
159.Jung
160.GAMBE SENZA RIPOSO
161.Due prodotti delle api
162.ATTACCHI DI PANICO
163.ESAMI DELLE URINE
164.VERMI
165.AVVELENAMENTI parte prima
166.AVVELENAMENTI parte seconda
167.Alcuni alimenti
168.DIVERTICOLI
169.PENSARE POSITIVO
170.Naja Tripudians
171.Tumori 2
172.Unghie
173.Pensare col corpo
174.Gambe disturbi venosi
175.SCLEROSI MULTIPLA
176.Malattie autoimmuni
177.SCLERODERMIA
178.Rimedi per gli occhi
179.INTEGRATORI PER MAMMA
180.PSICHE E FIORI DI BACH parte prima
181.PSICHE E FIORI DI BACH parte seconda
182.PSICHE E FIORI DI BACH parte terza
183.PSICHE E FIORI DI BACH parte quarta
184.PSICHE E FIORI DI BACH parte quinta
185.PSICHE E FIORI DI BACH parte sesta
186.PSICHE E FIORI DI BACH parte settima
187.PSICHE E FIORI DI BACH parte ottava
188.PSICHE E FIORI DI BACH nona e ultima parte
189.Gli oli essenziali
190.OMEOPATIA PER INSONNIA DEL BAMBINO
191.CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE
192.Macchie scure sulla pelle
193.Blefarite
194.IPERTENSIONE alcune piante
195.DIFESE IMMUNITARIE
196.ALZHEIMER
197.PIANTE ANTI-STRESS
198.FEGATO parte terza
199.Lavaggio energetico
200.Colpo di fulmine tra due LACHESIS
201.ALOE parte prima
202.Maculopatia degenerativa
203.Fluidificanti del sangue
204.ALLERGIE parte prim
205.ALLERGIE parte seconda
206.ALLERGIE parte terza
207.DEMENZA SENILE
208.INSUFFICIENZA RENALE
209.Quanto siamo aciduli
210.Non è tutto cromo ciò che brilla
211.DALLO SPIRITO ALLA MATERIA
212.Pancreatite
213.Raffinate ed accurate primitive terapie
214.Dermatite seborroica
215.RIMEDI PER BAMBINI
216.SCUOLA SALERNITANA parte prima
217.SCUOLA SALERNITANA parte seconda
218.SCUOLA SALERNITANA parte terza
219.Controllo e Ascolto
220.OLIO DI GERME DI GRANO
221.ORTICARIA
222.REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO parte seconda
223.INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
224.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte prima
225.STORIE DI ORDINARIO TORMENTO parte seconda
226.DIETA BASE e BAMBINO IPERCINETICO
227.ARTRITE E DOLORI ARTICOLARI
228.RIEDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE SONORA
229.OBESITA INFANTILE
230.UNA MEDITAZIONE PER CORREGGERE LE REAZIONI RIPETITIVE
231.ANCORA CUORE
232.VACCINI
233.Balbuzie
234.PAROLE DIFFICILI idiopatico
235.SCOLIOSI
236.Percorsi benessere con regalo
237.DIURESI alcune piante utilissime
238.DIETA BASE
239.ALCHIMIA
240.RADIOTERAPIA un sostegno omeopatico per limitare i danni
241.CORSO ACCELERATO DI OMEOPATIA
242.ANALISI FISIOGNOMICA di un attore
243.CHILI DI TROPPO
244.CHILI DI TROPPO parte seconda
245.ARGILLA
246.Memoria e concentrazione
247.LE PAROLE DIFFICILI escara e flittena
248.ABBASSAMENTO RENALE
249.ALIMENTI FERMENTATI
250.MELATONINA
251.SONDAGGIO
252.Ottuso dogmatismo
253.Ancora fegato
254.PRANAYAMA parte prima
255.PRANAYAMA parte seconda
256.CEFALEA
257.Alimentazione spigolature
258.LE PAROLE DIFFICILI Fotosensibilizzazione
259.ANCORA RENE
260.MEDITARE STANDO AFFACCIATI
261.PRESSIONE ALTA parte prima
262.IPERTENSIONE parte seconda
263.OGM prodotti transgenici
264.Abusi della sanità
265.PRODOTTI SOLARI
266.Ricette mediterranee
267.IPERTENSIONE parte terza
268.TUMORI parte terza
269.COSE DI DONNE
270.Falsi bisogni creati dal mercato
271.IPERTENSIONE parte quarta
272.ANTICHE RICETTE una conserva di susine
273.LE PAROLE DIFFICILI Palliativo
274.STIPSI
275.TAURINA
276.IPERTENSIONE parte quinta
277.INQUINAMENTO ACUSTICO
278.DERMATITE ATOPICA
279.SAPORE DI SALE
280.PARACELSO
281.Metalli pesanti e danni alla pelle
282.IPERTENSIONE parte sesta RIMEDI NATURALI
283.MIA CONFERENZA
284.MALATTIE AUTOIMMUNI parte prima
285.MALATTIE AUTOIMMUNI parte seconda
286.SISTEMA NERVOSO DUE NOTE
287.LE PAROLE DIFFICILI Deontologia e Metastasi
288.IPERTENSIONE parte settima
289.ALLUCE VALGO
290.VERTIGINI fitoterapia
291.DISTURBI INVERNALI DEL BAMBINO
292.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte primaO
293.OMOTOSSICOLOGIA
294.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte seconda
295.Buon Natale filosofeggiando
296.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte terza
297.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quarta
298.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte quinta
299.ASPETTI PSICHICI DI ALCUNI RIMEDI OMEOPATICI parte sesta e ultima
300.DISTURBI INTESTINALI antichissima ricetta
301.Donna e iperandrogenismo
302.FISIOGNOMICA APPLICATA AI RIMEDI OMEOPATICI
303.Possibile prevenire il tumore al fegato con il Chelidonium
304.Litoterapia
305.Fitoterapia per emicrania
306.Parole difficili della medicina OSTEOFITI
307.IL DOLORE DEI NOSTRI ANIMALI
308.RAVANELLO
309.Tre tipi di pepe
310.RUGHE
311.DISTURBI DELLA PROSTATA
312.FERMENTI INTESTINALI
313.PRANOTERAPIA
314.MENINGITE
315.Parole difficili della medicina FISTOLE
316.CLORURO DI MAGNESIO
317.PANNOLINI PER BAMBINI
318.Le emozioni depositate sui denti
319.Meditazione sulla vergogna
320.ANTIOSSIDANTI
321.Malattie autoimmuni
322.INSONNIA punti da trattare
323.Parole difficili in medicina STEATOSI EPATICA
324.Carota
325.Cicatrizzazione
326.Strategie di bisogno e potere
327.ENZIMI
328.Lampone
329.Commento durante la breve vacanza
330.LE PAROLE DIFFICILI DELLA MEDICINA apoptosi e necrosi
331.Nasce la nuova associazione TING
332.ALOPECIA AREATA rimedio Ayurvedico
333.LAVAGGIO EPATICO
334.Incontri autunnali
335.Sindrome di Dupuytren
336.Abuso di farmaci
337.TOSSE parte prima
338.Corso di alimentazione
339.TOSSE parte seconda
340.TOSSE parte terza
341.TOSSE parte quarta
342.MEDITAZIONE SULLE PAURE
343.Interazione individuo e ambiente
344.Respirazione
345.Epifisi e melatonina
346.Cefalea
347.Ibisco
348.CLa magia dei fermenti
349.LEDUM PALUSTRE
350.Unghia di gatto
351.Cicoria
352.Respirazione
353.Albero della vita e scelta di un rimedio
354.Studiare da adulti
355.Meditazione per essere autorevole
356.Tre piante per gli occhi
357.Metabolismo
358.Un consiglio disinteressato
359.Gengivite
360.Diarrea del bambino
361.Fiori di Bach per uscire da una dipendenza
362.Sulfur
363.Linfa e tessuto connettiv
364.Anatomia della fascia
365.GOLA
366.Fiori di Bach per il neonato
367.Note sul cuore
368.Artemisia
369.Codici biologici
370.Rimedi omeopatici per insonnia e paziente scettico
371.Piselli
372.Rimedi per cani
373.Un decotto antico per depurarsi
374.Un caso di diabete di tipo II
375.ALOE
376.Le radici del desiderio
377.Alzheimer approfondimento
378.Colori
379.Colori per la casa
380.USO PERSONALE DEI COLORI
381.DERMATOMERI E METAMERI
382.La nostra pelle
383.Omeostasi, salute e malattia
384.Parole difficili della medicina ACROMEGALIA
385.DERMATITE un questionario utile
386.Citrus aurantium
387.Fibromialgia
388.Piante per gli occhi
389.Coliche addominali del bambino
390.Disturbi mentali
391.Piccola pausa
392.Raffreddore
393.SISTEMA IMMUNITARIO storiella horror-humor
394.ALIMENTAZIONE tre note
395.ASMA rimedi omeopatici
396.ARNICA rimedi omeopatici
397.Rhus Toxicodendron
398.Zucca
399.Corso di fitoterapia online
400.Conferenza su Cuore e dislipidemie

venerdì 24 maggio 2013

Controllo e Ascolto

 Vi propongo un brano dal libro di Jader Tolja e Francesca Speciani intitolato Pensare col corpo.
 Un testo che esprime in modo molto incisivo i diversi modi di affrontare il rapporto mente-corpo e il conseguente aspetto, sia sul piano fisico che della personalità, che a questo rapporto si trova intimamente legato. Un libro che consiglio caldamente a tutti: ci aiuterà a riflettere su aspetti di noi stessi che magari abbiamo considerato solo en passant,  oppure che non abbiamo mai considerato: “Conosci te stesso”  è una massima oggi più che mai valida.
Questo brano in particolare contiene importanti riflessioni sul modo di reagire a diversi disturbi e patologie.

“Di fronte a qualsiasi patologia, gli interventi terapeutici possono andare nella direzione di un maggiore controllo su quello che sta facendo il corpo  o verso la riduzione del controllo e la facilitazione del processo in corso. Mentre la medicina classica tende per sua natura a favorire il controllo, la medicina naturale è più orientata ad assistere la malattia come un’espressione del processo spontaneo in corso.

Confrontando per esempio l’approccio opposto di due semplici interventi di pronto soccorso su un sintomo come le emorroidi, si nota che, dove la medicina classica consiglia di applicare ghiaccio per contrastare l’infiammazione, il rimedio della medicina popolare era invece sedersi su un purè bollente in considerazione del fatto che, se il corpo sta infiammando e riscaldando una parte, aiutarlo non può che concludere il processo in tempi più brevi. Lo stato dell’organismo può quindi essere immaginato come un cursore in grado di spostarsi continuamente tra estremi opposti. Per esemplificare le due condizioni limite rappresentate dal massimo controllo e dal massimo ascolto dei sintomi, abbiamo scelto di descrivere due casi reali nei quali è forse difficile identificarsi  --proprio perché estremi-- ma che per le loro caratteristiche quasi caricaturali rendono più evidente la distanza tra questi due atteggiamenti, lungo la quale in realtà ognuno di noi si colloca.  Per ovvi motivi qualificheremo i protagonisti con i nomi di “zia Evelina” e “Tarzan”.




MASSIMO CONTROLLO 
Nata in un’era pre-antibiotici, zia Evelina ha avuto un’infanzia e una giovinezza assai vitali, ma una volta raggiunta l’età adulta, ha sempre affrontato qualunque sintomo o malattia cercando di eliminarli nel modo più radicale possibile. Madre di famiglia, non potendo mai perdere un colpo, ha cominciato a prendere analgesici contro i frequenti mal di testa, antistaminici ai primi sintomi di raffreddore, antiacido per i fastidiosi bruciori di stomaco che più avanti negli anni l’hanno spinta a sottoporsi a numerosi esami invasivi. Per le emorroidi, che dopo il primo parto non guariranno, ha affrontato un intervento chirurgico e lo stesso ha fatto quando le varici alla vena safena le hanno reso insopportabile la pesantezza alle gambe.  Estremamente curata nell’aspetto, ha sempre eliminato l’eczema di cui soffriva periodicamente con pomate a base di cortisone; ora è la vitiligine a preoccuparla. Sempre affettuosa con tutti, mai un minimo scatto di irritazione, ha fatto finta di niente anche quando, a 45 anni, è stata abbandonata improvvisamente dal marito. In quel periodo ha avuto un calo improvviso alla vista alla quale negli anni, si è aggiunta una maculopatia degenerativa che è arrivata a compromettere quasi definitivamente la sua capacità visiva; negli ultimi tempi ha avuto alcuni improvvisi rialzi pressori, che la spaventano molto e che il suo medico le fa passare con una pastiglia sublinguale.  Per gli attacchi di panico, che per anni l’hanno tormentata, prende regolarmente mezza Tavor al giorno. Se non fosse così occupata a ricordare gli orari di tutti i medicinali, dei colliri, delle visite mediche, dei controlli all’istituto dei tumori per un piccolissimo tumore al seno sinistro operato qualche anno fa (“ tagliate tutto” è stata la sua richiesta al chirurgo), che ora si è ripresentato come una minuscola macchiolina anche a destra, non farebbe altro che guardare la TV. Quando le si telefona per chiederle come sta, la sua risposta è sempre la stessa: “ Cosa vuoi, l’artrosi non mi dà tregua”. Sono i dolori a fare di lei una malata: non a caso, sono gli unici che non riesce a tenere sotto controllo. Benché sia stata molto attiva in gioventù, zia Evelina oggi passa le sue giornate chiusa in casa ed esce solo per le terapie e le visite mediche. Nel frattempo ha tagliato i ponti con tutti i parenti e gli amici di un tempo perché insensibili al suo dolore.


MASSIMO ASCOLTO
Tarzan  si trova all’estremo opposto: vivacissimo fin da bambino, non è mai stato curato secondo i criteri della medicina classica perché i suoi genitori appartenevano a una comunità New age. Oltre agli infiniti capricci, gli unici problemi che i genitori ricordano della sua infanzia sono un paio di fratture, una serie di traumi dovuti alle cadute, e rare ma violente manifestazioni di malattia, guarite sempre nel giro di pochi giorni con l’aiuto di blandi rimedi naturali. Anche oggi Tarzan sta bene e conduce una vita intensa e attiva, sebbene di tanto in tanto si trovi  immobilizzato per qualche incidente con il deltaplano o per una scottatura presa in barca. Tuttavia, nella vita quotidiana, la sua spiccata sensibilità ai processi fisici gli crea ogni tipo di ostacoli. Cresciuto con una dieta strettamente vegetariana, è costretto ad un’alimentazione assai ripetitiva perché  
un’ intolleranza ai latticini gli preclude praticamente tutti i cibi cucinati o preconfezionati; in vicinanza di un’antenna o di un campo magnetico ne percepisce immediatamente l’influenza negativa; il rumore lo sconquassa e certi odori sono per lui un vero inferno; può indossare solo scarpe larghe perché diversamente avverte subito una fastidiosa contrazione nei muscoli della gamba; se un ambiente con l’aria viziata lo fa star male, rimanere per più di qualche ora in un edificio moderno  “moquettato e aria-condizionato” gli è veramente impossibile. Ma la cosa che trova più disturbante è non poter giocare a pallone perché ogni volta che fa un tiro di testa, il minimo spostamento delle ossa del cranio lo fa sentire sfasato per giorni interi. Al di là di questi fastidi, si considera in ottima salute.


SPOSTARE IL CURSORE

Tarzan e zia Evelina rappresentano le due posizioni estreme nei confronti della malattia: quella del massimo ascolto e quella del massimo controllo.
Entrambi hanno fatto, magari inconsapevolmente, scelte molto radicali, tanto che a questo punto ci si può chiedere se non abbiano raggiunto un punto di non ritorno (vale la pena per la zia di smettere di sopprimere? e per Tarzan di
cominciare a farlo?). Le scelte legate al proprio benessere sono quasi sempre vincolate al contesto in cui ci si trova e, dato che la nostra cultura appare molto spostata verso l'universo del massimo controllo, il primo esempio, benché estremo, può apparire tutto sommato normale. Tanto che se zia Evelina decidesse di spostare il suo cursore anche di pochi gradi nella direzione di Tarzan ( per esempio smettendo di prendere pasticche per abbassare la pressione ed esaminando a quali sentimenti, a quali pensieri si associa il rialzo pressorio),

 qualcuno certo le direbbe che è matta. Mentre se Tarzan spostasse il suo cursore quasi al centro e continuasse  a curarsi in modo alternativo, ma si mettesse a fumare e cominciasse a mangiare brioche,

tollerando per un po' di tempo i disturbi che gli procurano, le stesse persone continuerebbero a considerarlo comunque un po' fuori di testa perché persevera nell'evitare accuratamente i tiri di testa e le scarpe a punta.
Ciò non di meno, le posizioni dove collocare il cursore lungo la linea sono infinite e ognuno, ovviamente, può situare il proprio dove vuole, o spostarlo a suo piacere. In ogni caso rinuncia a qualcosa e guadagna qualcosa.
Quando il cursore si sposta verso lo stato di massimo controllo, infatti, il rischio di rispondere con sintomi acuti a ciò che accade si riduce molto. E così quello di dover modificare i propri piani -- per esempio quello di uscire con gli amici-- a causa di un disturbo acuto come l’influenza.
 Il controllo sull’organismo si paga in termini di vitalità, di sensibilità, di interazioni con l’ambiente e, non ultimo, con la dissociazione dal proprio corpo, che viene vissuto come estraneo. 
Quando il cursore si sposta verso lo stato di massimo ascolto, la situazione è ribaltata: le probabilità di avere di tanto in tanto un sintomo acuto aumentano, ma con esse aumenta anche la vitalità di tutto il sistema. D’altra parte, oltre ad avere un controllo più ridotto sui processi dell’organismo, in una situazione culturale contrassegnata da scarpe strette, edifici malati, inquinamento ambientale a mille e cibi raffinati su tutte le tavole, la vita sociale può diventare un inferno. Più ci si allontana dalla cultura in cui si vive, più alto è il prezzo che si paga in termini di difficoltà e isolamento sociale. Così, se zia Evelina è un caso clinico perfettamente naturale -- benché viva molto lontana da se stessa--, anche Tarzan si ritrova suo malgrado in balia di qualcosa di incontrollabile e subisce la sua sensibilità invece che usarla a proprio vantaggio.

DALL’ACUTO AL CRONICO
Un sintomo, per esempio il mal di testa, può presentarsi identico in persone diverse pur essendo l’espressione di situazioni opposte e, quando si interviene direttamente sul sintomo invece che sulla situazione che lo provoca, le malattie acute sembrano rispondere assai meglio di quelle croniche o degenerative. Non appare casuale quindi che le curve relative alla diffusione delle malattie acute e croniche nell’ultimo secolo abbiano un andamento esattamente inverso. Vale a dire, rispetto al passato, la diffusione delle prime è diminuita tanto quanto è cresciuta la diffusione delle seconde. Cosa succede quando si elimina indiscriminatamente un sintomo? consideriamo un problema comune come l’influenza. E’ questo uno dei modi -- acuti e raramente pericolosi-- a disposizione dell’organismo per ripulirsi in profondità e riorganizzarsi dopo una fase di adattamento a condizioni impegnative per il sistema immunitario come ad esempio il freddo, cibo pesante o poco riposo. Ascoltando ciò che succede nel corpo prima e nel decorso della malattia, si scopre che l’organismo partecipa a un processo molto interessante. Nel periodo che precede l’influenza, di norma si accumula una certa quantità di stress; a livello degli organi si verifica un progressivo aumento di tensione, processo che si inverte naturalmente con il riposo e patologicamente con l’influenza, ovvero con un riposo coatto, a marce forzate, attraverso il quale l’organismo ristabilisce l’equilibrio precedente. L’influenza pareggia i conti con gli arretrati e, con ognuno dei suoi sintomi, rivela ciò che sta facendo. Si può pensare alla febbre come a un modo di eliminare le tossine accumulate bruciandole, mentre la sensazione di ossa rotte e di debolezza muscolare segnala la messa in ombra temporanea del sistema osteomuscolare-- normalmente impegnatissimo nei periodi di stress -- per portare in primo piano gli organi, che hanno una fondamentale funzione di disintossicazione, di recupero e di ricarica. Il digiuno, o quasi, spesso attuato spontaneamente, mette l’organismo in condizione di non accumulare altre tossine, mentre la diarrea, che sovente accompagna gli altri sintomi, fa piazza pulita di quelle eventualmente presenti. Il mal di testa, poi, evidenzia come le strutture connettivali del cranio vadano riorganizzandosi in profondità e molto in fretta, dopo che la stanchezza accumulata in precedenza ha “spremuto “ le meningi e costretto le strutture craniali ad asciugarsi, a irrigidirsi e a organizzarsi diversamente. Il dolore testimonia quanto rapidamente avvengano questi micro-stiramenti, necessari a ristabilire una situazione di equilibrio. Nonostante tutti questi vantaggi, chi non considera l’influenza un’informazione disturbante -- con 5 giorni a casa dal lavoro, 4  ore di tennis perdute, 3 lezioni mancate e 2 cene addio-- se può sopprimerla con una pillola?
L’esperienza più comune per chi si cura con la medicina classica è che il sintomo, eliminato indiscriminatamente, in genere si trasforma in qualcosa d’altro. In termini più generali, il tentativo di soppressione finisce per operare una trasformazione dei sintomi acuti a cronici oppure a spostarne la localizzazione. La diarrea, per esempio, ha in genere il nobile ancorché sgradevole scopo di eliminare dall’organismo tossine o veleni: impedirle di esercitare la sua funzione significa ingolfare con queste sostanze di scarto gli organi vitali e quindi produrre sintomi, magari meno evidenti ma certo non meno gravi, in localizzazioni diverse. Quanto all’influenza è pur vero che, anche chi non riesce a vederla come un evento utile e come una preziosa informazione sul proprio stato generale di affaticamento, potrebbe ancora considerarla disturbante in modo inaccettabile -- soprattutto se colpisce proprio quando c’è il concerto degli U2  atteso da anni, il saggio di pianoforte del piccolo o la festa di compleanno della migliore amica -- e quindi scegliere di sopprimerla. Ma da un’attenta considerazione potrebbe comunque ricavare un’indicazione credibile che ciò di cui ha bisogno in quel momento è fare una pausa, stare al caldo, rimanere passivo, concedersi una regressione, leggere, prendere tempo per sentire gli amici al telefono, ricevere le cure di una persona cara. E rispondere a questi bisogni anche in assenza della malattia. Accettando i sintomi come segnali e curandosi con il riposo e la dieta, tuttavia, dopo un’influenza ci si sente in genere puliti e rinnovati come dopo un digiuno o un ritiro in meditazione.
Pur considerato che ogni situazione di malattia rappresenta un caso a sé e la decisione di intervenire farmacologicamente o chirurgicamente va valutata in relazione alla realtà e alla pericolosità del processo in corso -- e infatti avrebbe ben poco senso, di fronte ad una meningite o ad uno shock emorragico, fermarsi a riflettere sul messaggio implicito nel problema prima di intervenire d’urgenza--, è ormai un dato acquisito che la società moderna è malata di medicina. Sono molti, infatti, i farmaci, le operazioni e persino gli interventi di profilassi che barattano la presenza -- o il rischio spesso remoto-- di situazioni patologiche blande con una riduzione della vitalità, e quindi anche della capacità di difesa dell’organismo. La vitalità di un individuo viene misurata al momento della nascita e poi più. Come cambierebbe la prospettiva se fosse considerata tra i parametri delle sperimentazioni scientifiche? E’ aumentata o diminuita dopo una terapia antibiotica, dopo un intervento chirurgico, è così via? Purtroppo non siamo abituati a dare attenzione a segnali sottili come la limpidezza degli occhi, la riduzione dell’energia, l’elasticità o la luminosità della pelle: sono parametri estranei alla nostra cultura, non considerati nel mondo scientifico e dalla medicina allopatica. E così per patologie che potrebbero essere curate altrettanto bene in altri modi o non essere curate affatto, l’organismo rischia di diventare più vecchio e appassito a ogni scatola di medicinali, a ogni anestesia, operazione, mentre il corpo diventa progressivamente più intossicato, opaco, stanco. Ma quasi mai in modo conclamato, ovvero non in un modo che consenta di attribuire alla sua risposta il nome di malattia cronica. E’ sufficiente che l’esordio di una cronicizzazione non sia clamoroso perché la sua causa non venga neppure ipoteticamente associata a una precedente terapia. Ciò che avviene nell’organismo a un livello sottile non è sempre evidente, tuttavia può essere percepito prestando a se stessi -- e ad alcuni meccanismi interni dei quali non si è normalmente consapevoli-- un’attenzione diversa. Come già affermava Marcel Proust “sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie piuttosto brevi. La medicina ha inventato l’arte di prolungarle”.


DAL CRONICO ALL’ACUTO
Parametri come la condizione della circolazione energetica nei meridiani, la vivacità, lo scintillare degli occhi, la luminosità della pelle, la qualità della voce, l’integrazione e la grazia di un movimento non sono dunque classificati dalla medicina ufficiale, ma forse non sfuggono a un operatore olistico. Che cosa succede quando una persona che si è sempre curata con la medicina classica prova una terapia alternativa? il primo effetto -- a volte sgradevole e addirittura spaventoso se non se ne conosce il motivo-- consiste nell’acutizzarsi del sintomo. Seneca affermava:  “la medicina comincia a far profitto quando toccando la parte del corpo che era divenuta insensibile si provoca dolore”. Può trattarsi di un forte mal di schiena dopo aver preso un rimedio omeopatico per i reumatismi, di un’influenza con febbre alta dopo un lavoro sul corpo che è andato in profondità, di una diarrea o di un’herpes labiale che da anni sembrava definitivamente cancellato dal proprio vocabolario dei malanni dopo una seduta di Shiatsu. Se il riacutizzarsi  di un sintomo precedente è addirittura teorizzato dall’omeopatia come un segno che il rimedio scelto è quello giusto, questa tendenza a trasformare in acuto ciò che è cronico fa comunque parte, con varie modalità, del processo di risveglio dell’organismo. Un vantaggio delle terapie alternative è infatti quello di non spegnere la vitalità, semmai il contrario.
Un sintomo acuto è un segnale che l’energia del sistema è attiva. Dice che il corpo sta reagendo con forza, magari addirittura con violenza, a qualcosa che non gli va bene e che in molti casi è rimasto sepolto per anni grazie all’intenso lavoro di soppressione, di spostamento e di cronicizzazione operato dalle cure alle quali ci si è sottoposti. Spostare il cursore da uno stato cronico a uno acuto (in altre parole da una posizione di massimo controllo a una di massimo ascolto) significa offrire all’organismo un’occasione di riportare in primo piano le sue difese, di riorganizzarle in un modo più naturale perché siano capaci, un domani, di combattere anche una malattia completamente diversa.  Significa inoltre mantenere vitale, attivo ed energetico l’individuo quando malato non è”.
NOTA: l’immagine iniziale è un’opera di Thomas Reis tratta dalla pagina “Musica pittura e dintorni” su Facebook. Ringrazio questo appassionato collezionista virtuale di opere d’arte! 


sabato 18 maggio 2013

SCUOLA SALERNITANA parte terza


In quest’ultima parte è interessante  notare che vengono citati i quattro umori principali e i quattro tipi principali di costituzione fisica. Da queste basi (che risalgono ad Ippocrate), derivano poi i numerosi studi sia in fisiognomica che in omeopatia.

I QUATTRO UMORI DEL CORPO
Nel corpo umano quattro sono gli umori,
sangue, collera, flemma ed atrabile;
all’atrabile la terra corrisponde,
l’acqua alla flemma, e l’aer puro al sangue,
e la forza del fuoco alla bil flava.
IL FLEMMATICO
Di fiacche e infermi forze è l’uom flemmatico
largo bensì, ma di statura breve,
pingue la flemma il fa, mediocre il sangue,
poco allo studio, e assai dato all’ozio,
tardo di moto, e in un di poco ingegno,
e pigro, e sonnolento, e sputacchioso,
e d’un color quasi di neve il volto.
IL MALINCONICO
Pessimo e invidioso è il malinconico,
di poche ciance, e in un di poco sonno,
pronto ad apprender facilmente i studi,
costante, timoroso, invido assai,
cupido, avaro e tristo, e frodolento,
e di un terreo color sempre coperto.
IL SANGUIGNO
L’uomo sanguigno di natura è pingue,
faceto, allegro, e di novelle vago,
cui piace assai venere, e i cibi, e il vino,
sempre loquace, ilare e ridente,
atto ad apprender ogni studio, ed arte,
che non si muove facilmente all’ira,
amante liberale e rubicondo,
benigno, audace, e di be’ canti amico.
IL COLLERICO
La collera è un umore che conviene
all’uomo impetuoso, il qual desidera
nudrido da superbia, avanzar tutti,
che facilmente apprende, e molto mangia,
che presto cresce, e che uno spirto nutre
liberale, e magnanimo, e d’onori,
e di grandezze sempre mai fornito,
di natura fallace, ed iracondo,
prodigo, irsuto, audace, astuto, e gracile,
e secco, e di color pallido in volto.



IL COLORITO
Il color nostro dagli umor nasce,
la flemma rende per li più l’uom bianco,
il sangue rosso e la bil flava rufo.


ABBONDANZA DI SANGUE
Rosseggia il volto, allorchè il sangue è in auge,
fansi gonfie le gote, e gli occhi tumidi,
tutto diviene il corpo grave, e il polso
rendesi in un frequente, e pieno, e molle,
nasce un grave dolor principalmente
in su la fronte, e si costipa il ventre,
arsiccia vien la lingua, e sitibonda,
l’acre par dolce, e dolci sono i sputi,
e i sogni non sono che di sangue.


LA BILE ECCESSIVA
Il dolor della testa, e l’aspra lingua
il suon d’orecchi, ed il frequente vomito,
la vigilia, la fame, e in un la sete,
del cuore i morsi, il vuotamento, il duolo
di ventre, il duro, gracile e veloce
e caldo polso, l’amarezza, e l’arido,
la nausea, e i sogni d’alti incendj, sono
segni che in noi la flava bile abbonda.


L’ECCESSIVA FLEMMA
Se  la flemma nel corpo umano eccede,
fa insipida la bocca, e spesse noie,
e scialive, e dolori in noi cagiona,
e di costa, e di stomaco, e di nuca,
fa raro il polso, e tardo, e molle, e vano
e con fantasmi d’acqua il sonno assale.


L’ECCESSIVA  MALINCONIA
L’uomo che abbonda di malinconia
ha nera cute, duro polso, e orina
tenue, sempre da sollecitudine
invaso, e da timore, e da tristezza,
cui l’orecchia sinistra, e suona, e sibila,
i di cui rutti son acidi e acquosi,
i sputi sempre, e i sogni son di terra.


LE CIPOLLE
Differente de’ medici è il parere
intorno alle cipolle, poichè buone
non essere al colerico 
Galeno lo disse, 
ed a’ flemmatici salubre
per lo stomaco sane il disse Asclepio,
e aumentatrice del color del volto,
che dan al nudo capo i suoi capelli.


LA SENAPE
La senape è un granello e secco, e caldo,
che purga il capo, e provoca le lacrime,
del veleno mortal farmaco valido.


LA VIOLA
Scaccia la crapula, e il dolor di testa
la viola purpurea e il mal caduco.


L’ORTICA
Concilia il sonno agli egri, e toglie il vomito
la pungitrice urtica, e i di lei semi
giovan misti col mele a’ dolor colici:
frena bevuta poi l’antica tosse,
il freddo de’ polmoni, ed il tumore
del ventre scaccia, e sempre ella sovviene
a tutti i gravi articolar dolori.


L’ISSOPO
Purga l’isopo delle flemme il petto,
cotto col mele il polmone asterge,
dona un esimio, e bel colore al volto.


IL CERFOGLIO


Trito col mele il cherefolio i cancri
cura; col vin bevuto il duol de’ lati
toglie. Il vomito spesso, e il ventre fluido,
se l’erba pesta unisci a lui raffrena.


L’ENULA CAMPANA
Sana i precordj l’enula campana,
e col sugo di ruta il di lei sugo
misto, e bevuto alfin l’ernia guarisce.


IL PULEGGIO (SPECIE D’ERBA ODOROSA)
Col vin bevuto l’atrabile espurga
pulegio, e toglie la podagra antica.


IL CRESCIONE
Il sugo di nasturzio il corso frena
a i crini, e toglie il duol de’ denti, e purga
col mele ugnendo le cutanee squame.


LA CELIDONIA
A’ ciechi figli suoi la rondinella
dona la vista colla celidonia,
ancorchè sien senz’occhi, il disse Plinio.


IL SALICE
Di salce il sugo posto nelle orecchie
uccide i vermi, e la di lui corteccia
cotta in aceto le verruche scioglie.
Talmente il di lui fiore infrigidisce
preso coll’acqua, che seccando venere
toglie affatto il creare, e il concepire.


LO ZAFFERANO
Ricreando conforta il croco, e i membri
fiacchi ristora e il fegato ripara.


IL PORRO
Rende feconde le fanciulle il porro;
con lui ugnendo dentro le narici
facilmente potrai fermare il sangue.


IL PEPE
Il pepe nero non è a scioglier pigro,
purga le flemme, e per concuocer vale,
ai dolori, allo stomaco, alla tosse
giova di molto, e previen anco, e toglie
dell’aspra febbre l’accessione, e il freddo.


MALESSERE DELL’UDITO
L’ebrietadi, e il dormir troppo, e il muoversi
dopo del cibo gravan l’udito.


IL RONZIO ALLE ORECCHIE
Il suono sento spesso nell’orecchie
e per il moto, e per la lunga fame,
per freddo, per caduta e per percosse,
e per l’ebrietade, e per il vomito.


DANNI ALLA VISTA
Venere, i bagni, il vino, il pepe, il vento,
il fumo, e l’aglio, e colla cepe il porro,
la fava, il pianto, il senape e la lente,
il sole, il coito, la fatica e il fuoco,
il vigilar, la polve, e l’acre cose,
ahi quanto recan danno agli occhi nostri.


RISTORO PER GLI OCCHI
Assai giova il finocchio, e la verbena,
la celidonia, la ruta, e la rosa
distillandone l’acqua al mal degli occhi.


CONTRO IL MAL DI DENTI
Abbrucierai  col   jusquiamo il grano
del porro, e il fumo poi ne’ guasti denti
di ricever procura, e sarai sano.



LA RAUCEDINE
La noce, l’olio, e della testa il freddo
l’anguilla, il pomo crudo, e il troppo bere,
in noi son cagion della raucedine.


CONTRO LE INFREDDATURE
Il digiun, la vigilia, e i cibi calidi
lo spirar l’aer caldo, e il poco bere
il comprimere i flati, per depellere
al reuma giova;che se al petto portasi,
egli col nome di catarro appellasi,
bronco alle fauci, ed alle nari coriza.


LE FISTOLE
E solfo, e calce, e arsenico, e sapone
unisci, se guarir brami le fistole.


MAL DI TESTA
Se il duol di capo dal ber troppo vino
nasce,si bevi l’acqua; e il bever troppo
spesso cagiona in noi le febbri acute:
se la cima del capo, e pur la fronte
da calore eccessivo è travagliata, si freghi spesso, e moderatamente,
indi con acqua calda di mortella
si lavi, e ciò dicon che giovi assai.


COME COMPORTARSI NELLE DIVERSE STAGIONI
Ne’ tempi estivi dissecca il digiuno:
in ogni mese qualche volta il vomito
giova, poichè gli umor nocivi purga,
che lo stomaco in sè tiene racchiusi.
Inverno,autunno, primavera e state
regolan l’anno; un aer caldo, ed umido
porta la primavera, e questo tempo
per la flebotomia meglio è  d’ogni altro,
in cui la soluzion del ventre, e il moto
e venere e il sudore, e i bagni denno
essere moderati, e in cui pur deesi
purgare i corpi colla medicina.
La state poi assai riscalda, e dissecca,
e fa che in noi la flava bile domini;
il cibo in un tal tempo umido, e freddo
esser dee, e da noi venere lontana
starsi, nè allora a noi giovano bagni,
ma sol la quiete, e il moderato bere.


L’ACETOSELLA
Si dice che l’acetosella stringa ogni specie di flusso;
lo scorpione non pungerà chi con sé la porta.


L’AGARICO
Scioglie il flemmatico petto, ed espelle il veleno:
giova ai polmoni, e toglie il gonfiore alla milza,
offre aiuto nelle febbri, ed è efficace contro i veleni.


L’AGRIMONIA
L’agrimonia cura gli umori degli sciatici e degli occhi:
il suo unguento sana gli scrofolosi segni del collo.


L’ANETO
L’aneto allontana la ventosità, e riduce i tumori;
ai fanciulli svuota il ventre ripieno.


L’ANISO
L’aniso rischiara la vista, rafforza lo stomaco;
il migliore aniso è quello assai dolce.


L’ARTEMISIA
L’artemisia bevuta facilita l’orina, e toglie la pietra;
se si beve soltanto o la verde erba pestata si applica
alle parti pudendi e si pone sul ventre, espelle l’aborto.


IL CARVO
Il carvo provoca l’urina, ed espelle le ventosità:
uccide i lombrichi, aiuta la digestione.
Da quando il carvo abbandonai non fui senza febbre.


LA CASSIA
Alla fetida bocca, allo stomaco, e al cuore sofferente,
ai cardiaci, la cassia arreca molti vantaggi.


LA CENTAUREA
Ristora i nervi e il petto, espelle la seconda,
guarisce le ferite, rende la vista più acuta;
la radice pestata rimargina la carne incisa.


IL CEREFOGLIO


Pestato e col miele applicato sui tumori è medicina;
bevuto col vino il dolore ai fianchi spesso è solito
lenire; se l’erba di cerefoglio pestata tu poni sul ventre,
spesso suol frenare il vomito, e le sciolte visceri.


IL CROCO
Si dice che il croco conforta e arreca letizia,
rafforza le membra indebolite, dando ristoro al fegato.
Il croco conferisce al cibo sempre grato profumo,
toglie ogni fetido odore, e allontana il desiderio dell’amore.


LO ZENZERO
Lo zenzero zuccherato toglie la frigidità dello stomaco,
del torace, dei reni, e arreca sollievo;
mangiato al mattino, efficacemente purga il petto,
lo addolcisce e scaccia la flemma dai reni;
chiarifica la vista mangiandolo spesso, essicca
gli umori e allontana l’afflusso del sangue dal cuore,
aumenta il calore dello stomaco e facilita la digestione.
Lo zenzero purga lo stomaco e ristora il cervello;
allontana la sete , e spinge i giovani all’amore.


L’ACARISTO
L’acaristo sana la tosse, l’asma, il catarro,
l’artritico flusso di ventre prodotto dal freddo;
l’emottisi, i dolori delle articolazioni e le malattie
prodotte da eccessivo freddo fugarono l’acaristo.


L’ APOSTOLICO
L’apostolico estrae le scheggie di ferro,
mitiga le sofferenze dei reni,
fuga il dolore prodotto dall’essudato della ferita,
e restringe la larga cicatrice.



L’ATANASIA
L’atanasia stringe i flussi del ventre, frena i mestrui,
allontana le cause dello sputo sanguigno
e i flussi di sangue,
fortemente frena le emorragie nasali;
per i flussi di sangue, la gotta, il dolor di capo,
il diabete, la gonorrea, l’atanasia è salutare;
la sua bevanda giova nella dissenteria.


LA BLANCA
La dirai candida, perchè purga i bianchi umori;
sana l’invecchiato dolore del capo e degli occhi;
guarisce la lippa, la paralisi e il morbo caduco;
l’idropisia, la tigna, la tisi, la milza, la cefalea,
i nervi indeboliti, gli occhi cisposi, l’epilessia,
questi mali cura un moderato uso della blanca.


NOTA SULLE IMMAGINI
Riferite rispettivamente:
Al tipo flemmatico: un mio scherzo su una mia precedente opera intitolata Anoressia
Al tipo malinconico (bile nera): una  mirabile opera di Nuur Mo.
Al tipo sanguigno: Dino (ritratto di Din Martin) di Alvaro T. Hidalgo
Al tipo collerico (bile gialla): Venus  un’opera di Damián Alquichire
Ringrazio particolarmente questi tre artisti che potete visitare su Flickr
Al paragrafo DANNI ALA VISTA, la locuzione “venere” sta per eccessiva attività sessuale ed allora ho scelto una bella opera d’arte in cui l’eros è molto spiccato, seppure in tono poetico e non certo “piccante”. L’opera è un quadro di Vincente Romero che ho tratto da facebook nella pagina “Musica,pittura e dintorni”. Questa pagina è una fonte inesauribile di arte e quindi invito tutti  a visitarla!!!




sabato 11 maggio 2013

SCUOLA SALERNITANA parte seconda

 Qui troviamo delle asserzioni abbastanza  strane e  a volte assolutamente prive di riscontro come nel caso delle noci. E’ corretto il dato che non sono particolarmente compatibili con la carne, ma non certo al punto da causare la morte !!!
Alcune invece sono particolarmente valide come ad esempio  il consiglio di non bere acqua durante i pasti: infatti, bevendo, si innalza il pH del contenuto gastrico rendendo più difficile la digestione

A PROPOSITO DELLE NOCI
Dopo i pesci le noci, e il cacio prendo,
dopo la carne una sol noce è buona,
due son nocive, e tre danno la morte.
E se come avvien spesso, io prendo l’uova
il ber del miglior vin assai mi giova.


I PISELLI
Biasimo e lode si dee al pisello
che se lo mangerai colla corteccia
ti gonfierà, e ti sarà nocivo;
ma della pelle se lo spoglierai,
dannoso non sarà, ma buono assai.


IL SIERO
Monda,penetra, e lava, e incide il siero.


IL LATTE

Di capra il latte a’ tisici è assai buono,
poscia quel di cammello, e nutritivo
più d’amendue è quello di giumenta,
e più di questo nutre quel di vacca,
e il pecorino; e se febbre vi sia,
e il capo dolga, fuggir tutti dovrai.


IL BURRO
Quando non vi sia febbre, e bagna e scioglie
sempre il butirro, e mitiga le doglie.


IL CIBO E IL VINO SIANO ALTERNATI
Fa che il vino, che bei, sia mescolato
in poca quantità con la vivanda,
e fa che l’uovo sia tenero e fresco.


IL CACIO


Freddo, crasso, e stipante, e duro è il cacio,
e unito al pane è un’ottima vivanda,
non agl’infermi, ma a’ robusti e sani.


PROPRIETA’ DEL CACIO
Penso d’essere assai comodo a i dotti,
poichè accresco vigore a i fiacchi stomachi,
e giovo molto pria del tempo quando
lubrico è il ventre, che, se è poi restio
dopo ogni cibo allor utile sono,
e di tanto da fede il saggio fisico.


MODERAZIONE  NEL BERE
E poco, e spesso tu berrai nel pranzo,
ma nulla poi berrai da pranzo a cena.
Tu nel cenar pria di mangiar berrai,
se brami sano mantenerti assai.




DELLE PERE
Son farmaco al velen sempre le noci:
però non mangerai se poi non bevi;
poichè senza del bere egli assai nuoce.
Crudo è veleno, e medicina è cotto,
cotto solleva, e crudo aggrava i stomaci;
e il pomo a far fluido il ventre è ottimo.


DELLE CILIEGE
La cerasa assai purga il grave stomaco.
E i nocciuoli di lei scaccia la pietra,
e ancor fa nelle vene ottimo il sangue.


DELLE PRUGNE
Giovan le prugne rilassanti e fredde.


DEL PERSICO, DELL’UVA E DELL’UVA PASSA
Il persico col mosto è molto buono,
e i grappoli dell’uva colle noci.
Alla milza è contraria l’uva passa,
giova alla tosse, e per le reni è ottima.


I  FICHI
Le scrofole, le glandule, e i tumori,
cogli empiastri di fico si guariscono;
e il papavero unito estrae fuori
dell’ossa infrante le minute schegge.


LE NESPOLE
Cresce le orine, e il ventre stringe il nespolo,
che piace duro, e ch’è miglior se tenero.


IL MOSTO
Il mosto impelle, e provoca le orine,
presto discioglie il ventre e i flati genera.


LA CERVOGIA (birra) e  L’ACETO
Nutre gli umori crassi, e forza accresce,
dona aumento alla carne, e il sangue genera,
le orine muove, e il ventre molle, e gonfio
rende, e raffredda alquanto la cervogia.
Più dissecca l’aceto e infrigidisce,
fomenta il malinconico, ed emacera,
sminuisce lo sperma, e i secchi nervi
molto travaglia, e i pingui corpi dissecca.


IL SALE
Fa che nella tua mensa il sal vi sia,
poichè scaccia il veleno, ed assapora
le insipide vivande; e i salsi cibi
minoran però il seme, e il viso accendono,
sono cagion di scabie, e di prurito.


IL PANE INZUPPATO NEL VINO
Acuisce la vista, e monda i denti
il pane in vino, e assai nudrisce il corpo,
e gli umori peccanti sminuisce.


LA DIETA
Consiglio a tutti l’osservar dieta,
il lor serbando consueto vivere,
purché necessità non sia mutarlo;
la mutazion repente al dir d’ Ippocrate
in noi cagiona repentini mali:
la dieta poi del medicar è mèta,
e chi lei non apprezza, ancorché sano,
mal regge, e infermo poi non ben si cura.


COME SI AMMINISTRA LA DIETA
Nel cibo acciò non erri il dotto fisico
ciò attento osservar dee, quanto e qual sia,
di che sostanza, e quando deesi prendere,
e quante volte il giorno, e in che luogo.


IL CAULE
Purga il decotto, e la sostagna strigne
del caulo; ma se l’uno, e l’altro è dato
tosto dispone il ventre a rilasciarsi.


LA MALVA


Che la malva ammollisca il ventre, il dissero
gli antichi, le di lei rase radici
sciolgon le fecci, e il mestrual flusso muovono.


LA MENTA
Ad uccidere i vermi non è lenta
del ventre, e dello stomaco, la menta.


LA SALVIA
Morir non dovria l’uom, ch’ave la salvia
balsamo a i mali, ognor nell’orticello;
ella i nervi conforta, ed il tremore
toglie alle mani, e le più acute febbri
fuga, ed ella, il castoreo, e la lavanda,
l’atanasia, il nasturzio, e primavera
sanan tremuli membri; e infin la salvia
dalla fecondità della salute,
che dona alla natura, il nome trae.


LA RUTA
Giova la ruta agli occhi, e fa la vista
assai acuta, e scaccia la caligine.
Nell’uom venere affredda, e nella donna
assai l’accende, e fa l’ingegno astuto.
E acciò, che non vi dian le pulci tedio
ella, o donne, è un ottimo rimedio.

LE CARNI SUINE
Della  carne di pecora è peggiore
la porcina, qualor senza ber vino
la mangi, ma divien, se la correggi
con esso, ottimo cibo, e medicina.
Miglior son del porco gl’intestini
in paragon di quei d’altri animali.


IL MOSTO
Impedisce l’orina il mosto, e presto
scioglie il ventre, del fegato è nocivo
al buon temperamento, e della milza,
e i calcoli, e la pietra ancor produce.


L’ACQUA
L’acqua è di pregiudizio alla salute
in mangiando bevuta, e quindi nasce
frigidezza allo stomaco, e ogni male,
che ivi suol cagionar cibo incondotto.


LA CARNE DI VITELLO
assai nudrisce
LE CARNI DEI VOLATILI, LE PIU’  IDONEE
Buon cibo è la gallina, ed il cappone,
la tortora, lo storno, e la colomba,
la quaglia, il merlo,e il raro augel di Faso,
la coturnice, la pernice, il tordo.


DEI PESCI
Sceglierai il maggior de’ pesci molli,
ma de i duri il maggior non ti satolli.


L’ANGUILLA
Se mangerai le anguille, proverai
alla voce non piccola lesione
per testimonio de’ fisici dotti.
Son dannose le anguille, ed il formaggio,
se nel mangiarli non bevi e ribevi.


NOTA SULLE IMMAGINI
La prima è solo un mio veloce disegno. 
La seconda, di Giovanni Ambrosioni,  si intitola Prima colazione 
La terza l’ho tratta da saporiericette.blogosfere.it 
La quarta , sempre di Giovanni Ambrosioni (Flickr) si intitola Riposino.


Informazioni personali

Le mie foto
Marina Salomone
Mi occupo di terapie olistiche dal 1983. Hobby principale il disegno: sono su Flickr sotto il nome di Marina Salomone
per chi fosse interessato a trattare questi argomenti in maniera più appofondita c' è sempre il mio sito web ufficiale: www.GurudiTamara.com
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